Domande e risposte

Le domande più frequenti sul sistema Zhero

F.a.q. impiantistiche

Il sistema può gestire qualsiasi tipo di gruppo elettrogeno a condizione che generi una tensione di 230 V +/- 10% e una frequenza di 50.0 Hz. La connessione viene effettuata a una frequenza compresa tra 49.0 e 51.0 Hz, la disconnessione invece avviene sotto i 46.5 e 52.5 Hz.

Per l’off grid il controller MPPT accetta un range di tensione tra 90 e 160 V (raccomandata a 120 V in modo da ottenere il miglior rendimento del MPPT). La potenza massima erogabile per ogni MPPT non supera i 3,3kW.
Per l’on grid invece il controller MPPT accetta un range di tensione tra 200 e 600 V raccomandata tra 300 e 400 V.

Off grid: le “schede stringhe” si occupano di effettuare il parallelo tra le stringhe fotovoltaiche, in genere composte da 3 o 4 pannelli collegati in serie. Ogni stringa deve avere una tensione compresa tra 90 – 160 V (raccomandata 120 V in modo da ottenere il miglior rendimento del MPPT) e una corrente non superiore ai 10 A (12 con opportuni fusibili). Le stringhe devono essere inserite tramite i fori dedicati nel carter di ZHERO ed avvitati alla morsettiera della scheda prestando attenzione all’ordine di connessione.

On grid: le “schede stringhe” si occupano di effettuare il parallelo tra le stringhe fotovoltaiche, in genere composte da 7 a 15 pannelli collegati in serie. Ogni stringa deve avere una tensione compresa tra 200 e 600V (raccomandata tra 300 – 400 V in modo da ottenere il miglior rendimento del MPPT) e una corrente non superiore ai 10 A (12 con opportuni fusibili).Le stringhe devono essere inserite tramite i connettori dedicati all’interno di ZHERO

ZHERO è un sistema pensato per l’utilizzo in impianti residenziali monofase. Tuttavia ZHERO può essere installato in una linea trifase lungo una delle 3 fasi a condizione che alimenti solamente utenze monofase. Questo è dovuto al fatto che in caso di interruzione della fase passante per ZHERO non verrebbero interrotte le altre fasi del sistema, causando possibili rotture dei dispositivi connessi.

No. Il sistema effettua il bypass in modo automatico in condizioni di anomalie. Se anche ciò non accadesse, l’utente può ruotare manualmente il sezionatore principale in posizione 2, operazione che consente il bypass manuale del sistema, ripristinando l’alimentazione elettrica, fino all’intervento dell’installatore.

Sì, è possibile utilizzare ZHERO come unità di back up, ricaricabile sia da impianto fotovoltaico che da rete elettrica, o da gruppo elettrogeno. Non è certificato come UPS.

Vi sono diversi fattori che influenzano il dimensionamento di un impianto fotovoltaico con accumulo come: il luogo in installazione, l’esposizione al sole, la potenza massima installabile, il tipo di utilizzo del sistema ecc…

Il range di temperatura ambiente di ZHERO va da -10 a +40 °C.

È sufficiente rimuovere lo zoccolo protettivo dei piedini e utilizzare un normale transpallet. In caso di necessità, è possibile scomporlo in 3 parti: corpo batteria, corpo principale e cappello. Il corpo centrale può essere ulteriormente liberato dalle protezioni laterali.

La manutenzione deve essere effettuata da personale autorizzato. Il dispositivo richiede solamente che venga mantenuta una buona pulizia dei filtri dell’aria lungo le tasche frontali e della ventola superiore, in modo che l’accumulo di polvere non causi un difficoltoso flusso di aria. È buona norma in queste occasioni anche chiedere al manutentore di verificare i corretti serraggi dei vari morsetti in AC e DC della macchina.

È consigliabile installare ZHERO in un ambiente tecnico discretamente ventilato anche se in linea di principio non vi sono particolari prescrizioni in merito. In ogni caso è bene evitare luoghi eccessivamente caldi, evitare di esporre ZHERO alla luce diretta del sole ed evitare i luoghi in cui sono frequenti gli allagamenti. Inoltre bisogna verificare che la pavimentazione supporti 300 kg/m2.

Il grado di protezione di ZHERO è IP20.

Sì, ma attualmente non è implementato alcun protocollo di comunicazione con auto elettriche. È comunque possibile collegare l’alimentatore da 220V a ZHERO come si fa con una normale presa elettrica.

Indicativamente la percentuale di energia auto consumata da un utente con un contratto di scambio sul posto si aggira tra il 20 e il 30%. Con ZHERO, confrontando diversi sistemi installati sul campo, si aggira tra il 65 e il 75%, con punte fino al 90%. L’aleatorietà dei numeri è condizionata all’utilizzo intelligente dell’energia.

Sì. La macchina è predisposta per questa funzione. Il carico privilegiato è programmabile secondo le esigenze dell’utente. Attualmente si tratta di un contatto pulito che viene chiuso.

Sì. La scheda CPU è già predisposta per la connessione tramite un contatto pulito che può essere portato fuori da ZHERO.

Sì, il sistema di scambio si chiama Owner Grid.

Assolutamente no. Ogni intervento deve essere approvato da UNE ed eseguito esclusivamente da personale autorizzato.

No, tutto il sistema è messo a terra e completamente sicuro. Nel caso di perdita di isolamento il sistema provvede autonomamente a mettersi in sicurezza.

Sì, i golfari disposti sul cappellotto di ZHERO possono essere utilizzati proprio a questo scopo. Inoltre, la piedinatura inferiore del sistema ha dei fori che permettono di fissarlo al pavimento per garantire un’ulteriore stabilità.
Sì, ZHERO è dotato di appositi scaricatori di terra (OPZ). Inoltre, all’interno del sistema, sono presenti numerosi fusibili che rendono difficile un’ulteriore propagazione della scarica.
Sì, bisogna seguire tuttavia le prescrizioni riguardanti scatola contenitore e metodi di collegamento indicati da UNE nel manuale installatore.

Dipende fortemente dal tipo di consumatore. È possibile valutare i consumi dell’abitazione e valutare l’investimento necessario.

Dipende. È possibile mantenere l’impianto fotovoltaico, ma occorre verificare che le stringhe abbiano una tensione massima compresa tra 80 – 180 V e una corrente per ciascuna non superiore a 10 – 12 A. Inoltre il vecchio inverter diventa completamente obsoleto in quanto tutto viene e deve essere gestito da ZHERO.

In caso di abitazione già esistente è prevista la detrazione del 50% sul totale speso rimborsato in 10 anni. Se abbinato a un impianto a pompa di calore o termico, la detrazione è del 65%.

È possibile con un corretto dimensionamento dell’impianto e un utilizzo accorto dell’energia prodotta ottenere lunghi periodi di autonomia completa dalla rete. La totale indipendenza energetica richiede un gruppo elettrogeno esterno che compensi periodi di scarsa produzione fotovoltaica.
No, ZHERO è progettato per funzionare con le proprie batterie al sale.
Nel caso in cui il gruppo elettrogeno sia un modello antiquato o di scarsa qualità e che può generare una frequenza irregolare o fuori dai range accettabili, la connessione è resa difficile. In tal caso conviene sostituire il vecchio gruppo elettrogeno con un modello di ultima generazione.
No, i golfari servono per il fissaggio al muro.
Sì, è possibile effettuare un upgrade della capacità di storage richiedendo da subito la predisposizione alla seconda batteria oppure effettuare l’upgrade completo in un secondo momento.
Sì, il sistema è stato pensato anche per questa funzionalità, anche senza gruppo elettrogeno.
ZHERO viene spedito su pallet già completamente assemblato e pronto alla messa in funzione. Nel caso di installazioni particolari è possibile spedire il sistema disassemblato.
Sì, come per un normale allaccio del fotovoltaico alla rete elettrica è richiesto un contatore di produzione esterno. Nel caso in cui ci si trovi in situazione di off-grid non sarà necessario.
Sì, va installato un magnetotermico differenziale all’inizio della linea ed è consigliabile in classe A, 300mA selettivo.
Lo spazio esiste, tuttavia è preferibile mantenere i sezionatori esterni alla macchina vicini al contatore di produzione.
Attualmente 1 ma su richieste UNE si rende disponibile ad eventuali personalizzazioni.
È possibile accedere alle morsettiere DC e AC passando attraverso gli appositi fori a sfondare sul box. Sono stati creati infatti 4 prefori da rimuovere in base alle necessità di cablaggio, a cui applicare dei pressacavi (PG36) o dei raccordi scatola guaina.
Certamente è necessario passare a un contatore da 3 a 6 kW in modo da poter sfruttare al massimo le funzionalità dello ZHERO. Non è consigliabile usufruire di una potenza superiore al proprio contatore sia a livello di sicurezza elettrica che a livello normativo.
Sì. La potenza di immissione e la potenza di prelievo non devono essere necessariamente uguali. Si può avere una potenza di immissione di 6 kW per la presenza dello ZHERO e una potenza di prelievo (contrattuale) da 3 kW. Comunque, i 6 kW di potenza si possono utilizzare solo se il sistema ha sufficiente energia in batteria e, ipoteticamente, solo nei mesi dove vi è un irraggiamento alto. In inverno, ad esempio, si sarà spesso collegato alla rete pubblica per mancanza o basso irraggiamento per cui se si è abituato a sforare i 3 kW si potrebbe avere dei disservizi causati dallo scatto del contatore Enel. Un utente attento a questo aspetto può anche farlo, quello un po’ meno attento potrebbe percepire questo disservizio come un malfunzionamento dell’impianto.
Non c’è nessun obbligo a passare a una fornitura trifase. Quello che conta per il rapporto con la rete è la potenza di uscita dell’inverter.

F.a.q. Tecniche

Dipende. Se la batteria non eroga potenza, l’autoconsumo si attesta intorno ai 100 Wh e durante un utilizzo residenziale circa 50 Wh. Oltre gli 800 W erogati dalla batteria i PWM vengono spenti.
Assolutamente no. Le batterie sono al 100% sicure, resistono a forti sbalzi termici, non producono fuoriuscite di vapori dannosi e resistono persino a immersioni in acqua salata senza provocare alcun pericolo per cose o persone.

Attualmente è possibile monitorare il sistema da remoto sfruttando la web app sviluppata da UNE all’indirizzo: http://portal.zherosystem.com/ . Questa web app, accessibile sia da PC fisso che da dispositivo mobile, consente di visualizzare lo stato di funzionamento, la presenza di anomalie e tutti i flussi energetici della casa. I comandi da remoto invece, sono stati implementati ma non sono messi a disposizione dell’utente onde evitare che un loto scorretto utilizzo possa provocare malfunzionamenti di ZHERO.

Sono le modalità di funzionamento della macchina, a seconda del tipo di utilizzo che si intende farne (off-grid, on-grid, cessione in rete ecc.). Queste vengono settate e consentono alla macchina di adattarsi alle esigenze dell’utilizzatore finale.
È possibile predisporre un’uscita USB a cui connettersi e, sfruttando il software dedicato UneSrlComunication, visualizzare e scaricare tutti i dati della macchina a step di 1s.
Il peso del sistema si attesta intorno ai 240 kg per il modello a singola batteria, mentre per quello a doppia batteria si attesta intorno ai 340 kg.
L’inverter ha una potenza massima erogabile di 6kW. In caso di utente con contratto di allaccio inferiore, la potenza potrà essere limitata per adeguarsi alla fornitura di rete.
ZHERO è garantito 10 anni sulla batteria e 5 sull’inverter. Inoltre è garantito a vita sui rischi di esplosione, emissioni di gas e infiammabilità.
L’aspettativa di vita della batteria, utilizzata all’interno del sistema ZHERO, si attesta ai 20 anni.
Sì, ZHERO è tutt’altro che un sistema chiuso. È possibile implementare moltissime funzionalità per adattarlo al meglio alle esigenze del cliente.
ZHERO e tutti i suoi componenti (ad eccezione della batteria che viene fabbricata in Svizzera da un’azienda italiana) è interamente progettato, realizzato e assemblato in Italia.
Gli aggiornamenti firmware di ZHERO verranno effettuati da remoto tramite connessione a internet senza che sia necessario un intervento esterno.
In generale la batteria mostra una buona inerzia termica sia contro il freddo che contro il caldo, grazie al suo isolamento e alla sua gestione intelligente dei riscaldatori. Infatti può funzionare correttamente in un range di temperatura ambiente che va da -40 a +60 °C. Dal momento che la temperatura al suo interno viene pressoché mantenuta costante, la temperatura influisce solamente sulla frequenza di accensione dei riscaldatori interni.
La batteria si conserva perfettamente. Infatti, una volta spenta, si raffredda andando a solidificare i Sali fusi al suo interno e fossilizzando anche la sua condizione di carica; per cui anche ad anni di distanza non si avranno fenomeni comuni alle altre batterie quali: deterioramento, calo dello stato di carica, effetto memoria ecc…
La capacità della batteria può essere di 5,7 kWh, 7,6 kWh, 9,6 kWh. È classificata come C4. Il DOD è fino al 90%.
Durante il normale funzionamento non supera i 25 db. Nel caso di accensione della ventilazione forzata, che generalmente avviene solo durante le più calde giornate d’estate, può raggiungere i 30 db.
ZHERO contiene al suo interno tutti i dispositivi e i componenti necessari a un impianto con accumulo.
L’allarme viene visualizzato tramite la lampada di allarme rossa e il codice errore visualizzato sul display. Il tipo di problema viene segnalato tramite l’invio di un’email con specificato il dettaglio del malfunzionamento, sia all’utente che all’installatore. Questi potranno dunque accordarsi per fissare un intervento risolutore.
La Owner grid è una rete elettrica in corrente alternata 230 V monofase che è possibile installare tra 2 o più sistemi ZHERO. Attraverso questa rete, seguendo particolari regole, è possibile cedere l’eccesso di produzione fotovoltaica all’altro sistema o riceverne in caso di necessità. Questo scambio di energia eccedente viene impostato come canale prioritario rispetto alla cessione verso la rete per favorire l’autonomia energetica. Attualmente questo cambio in Italia è consentito solo a condizione di creare una smart grid completamente separata dalla rete nazionale, mentre in alcuni paesi esteri è già consentita.
ZHERO ha dimensioni di circa 600 cm di larghezza, 600 cm di profondità e 1360 cm di altezza.
Ha principalmente lo scopo di protezione da colpi accidentali ai piedini. Inoltre riduce la dispersione termica e uniforma l’estetica.
L’intera tecnologia e il know-how sono di proprietà della UNE.
Alla prima accensione, con batteria fredda, saranno necessarie tra le 10 – 12 ore per un totale di 3 – 4 kWh di consumo.
In caso di overload si consiglia di staccare i carichi che lo hanno provocato e premere sul quadro AC di ZHERO. La lampada rossa di overload e il sistema tornerà regolarmente in funzione.
Le installazioni dei primi sistemi risalgono al 2013.
La tecnologia delle batterie al sale esiste dagli anni 80 ed è stata utilizzata principalmente per telecomunicazioni, trasporti, aree verdi ecc… Con ZHERO viene lanciata anche per ambienti residenziali.
No, la batteria viene esclusivamente venduta insieme al sistema ZHERO.
Sì ma lo deve fare l’installatore.

Il sistema è certificato CE, CEI-021, residenziale e industria leggera, oltre a tutte le prove superate nei test eseguiti dall’ente certificatore EUROFINS. È possibile visualizzare e scaricare le copie dei certificati direttamente dal nostro sito. La restante documentazione può essere richiesta direttamente su commerciale@unesrl.com.

Sfruttano la tecnologia MPPT. I controller ricercano sempre il punto di massima efficienza per ottimizzare al massimo la produzione fotovoltaica.
Essendo un sistema estremamente complesso e unico nel suo genere, con svariate modalità di funzionamento, non esistono specifici standard per chiarire questo punto. Andando invece ad analizzare i singoli componenti, si hanno rendimenti molto alti: oltre il 97% di efficienza.
Dipende dalla modalità di funzionamento. In caso di modalità on grid, la produzione in eccesso viene rivenduta al gestore di rete. In modalità off grid si ha la possibilità di riversare questa energia su una linea privilegiata CP1, alla quale si possono collegare dei carichi. In caso di Owner grid, questa energia verrà scambiata con altri sistemi che ne necessitano in quel determinato momento.
La batteria in fase di carica può assorbire al massimo 2,16 kW mentre in scarica arriva a cedere fino a 6 kW. Quindi per sistemi a doppia batteria, la potenza massima che possono assorbire è 4,32 kW, mentre quella erogata rimane invariata.
Vi è un’app sulla quale vengono visualizzate le grandezze fondamentali, fra cui lo stato di carica della batteria, la potenza in uscita, quella prelevata dalla rete, la produzione fotovoltaica e allarmi.
Lo stato di carica è calcolato dalla CPU facendo una media dei SOC delle batterie connesse. Questo dato viene estrapolato dalle batterie grazie a una comunicazione costante tra il BMS della batteria e la scheda CPU.
Grazie a un sensore di irraggiamento viene fatta la differenza tra l’effettiva produzione generata dal MPPT e la misura riscontrata dal sensore. In questo modo, viene calcolata la potenza in eccesso da destinare a carichi privilegiati.
Il sistema ha già un modulo aggiuntivo predisposto sulla nostra scheda madre Modbus RTU rs485 pronto per comunicare esternamente con altri device. Il protocollo di comunicazione con questi device è tutto da implementare perché ognuno usa un protocollo proprietario.